Energie rinnovabili e sistemi integrati

RECUPERO ACQUA PIOVANA

Impianti per il recupero e il riutilizzo dell’acqua domestica

Il recupero dell’acqua piovana rappresenta una soluzione sostenibile e concreta per ridurre i consumi di acqua potabile e tutelare le risorse naturali. Gli impianti domestici raccolgono, filtrano e immagazzinano l’acqua piovana per usi non potabili, come irrigazione di giardini, scarichi WC o pulizie esterne, combinando risparmio economico e riduzione dell’impatto ambientale; questi sistemi possono essere integrati con impianti fotovoltaici, domotici e di climatizzazione, ottimizzando l’autonomia dell’abitazione e garantendo gestione intelligente e continua delle risorse idriche.

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DOMANDE FREQUENTI

Cos’è un impianto per il recupero dell’acqua piovana?

Un impianto di recupero acqua piovana raccoglie l’acqua proveniente da tetti, terrazze e coperture, la filtra, la stocca in cisterne e la distribuisce alle utenze domestiche dedicate. L’acqua non è potabile ma può essere utilizzata per irrigare giardini, alimentare cassette WC, lavaggio pavimentazioni e veicoli, o per altri usi non alimentari, contribuendo a risparmiare acqua e ridurre la bolletta idrica.

L’acqua piovana viene convogliata dalle grondaie verso filtri di primo stadio per eliminare detriti grossolani, accumulata in cisterne interrate o fuori terra, trattata tramite filtri UV o carbone attivo e infine distribuita mediante pompe di rilancio alle utenze previste. Una centralina di gestione automatizza il passaggio all’acquedotto in caso di cisterna vuota, garantendo continuità d’uso.

Il dimensionamento dipende dalla superficie di raccolta, dalla piovosità media annua, dal numero di abitanti e dalla destinazione d’uso dell’acqua. In genere, per una famiglia di 3–5 persone, cisterne da 5.000 a 10.000 litri garantiscono autonomia sufficiente per irrigazione, WC e pulizie non potabili.

Gli impianti domestici permettono di risparmiare fino al 50% dell’acqua potabile, ridurre l’impatto sul sistema fognario, aumentare l’autonomia idrica della casa e contribuire alla sostenibilità ambientale. Inoltre, è possibile accedere a detrazioni fiscali, IVA agevolata e incentivi locali, rendendo l’investimento conveniente e duraturo.

  • Gli impianti per il recupero acqua piovana includono:
  • Grondaie e pluviali per la raccolta
  • Filtro di primo stadio per detriti grossolani
  • Cisterna di accumulo in polietilene, vetroresina o calcestruzzo
  • Pompa di rilancio per pressione costante
  • Filtri di disinfezione UV o a carbone attivo
  • Centralina di gestione automatica

La manutenzione prevede pulizia periodica dei filtri e delle grondaie 2–3 volte l’anno, verifica dei livelli della cisterna e del funzionamento della pompa, controllo annuale dei dispositivi di filtrazione UV o a carbone, e ispezioni stagionali per prevenire ristagni o odori. Una gestione regolare assicura efficienza e lunga durata del sistema.

Gli impianti di recupero acqua piovana seguono il D.M. 12/06/2003 n.185 e le linee guida UNI/TS 11445:2012, oltre ai regolamenti edilizi comunali. Gli incentivi fiscali includono detrazioni 50% per opere di efficientamento idrico, IVA al 10% e, in alcuni Comuni, contributi per interventi sostenibili.
  • Riduzione dello spreco idrico e sostenibilità ambientale
  • Maggiore autonomia idrica e risparmio economico
  • Integrazione con sistemi fotovoltaici, domotici e di climatizzazione
  • Miglioramento della classe ambientale dell’immobile

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